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Il
nucleo Valle Brembana dell'Ass. Arma Aeronautica è intitolato a
ENRICO RAMPINELLI
- Chi era? Un nostro
concittadino di S.Giovanni Bianco, dove è nato nel 1923. Poi crebbe, ma
appena fu giovane, andò a fare il soldato in aeronautica come sergente
pilota, partecipando alla 2.a Guerra Mondiale. Poi divenne partigiano,
fino al 24 giugno del 1944, giorno in cui cadde da prode in combattimento
contro i nazifascisti.
Quel
giorno il nostro concittadino si guadagnò la medaglia d'oro al valore
militare alla memoria (in tutta la Valle Brembana, le medaglie d'oro non
sono più di tre!).
Questa
la documentazione storica di Enrico Rampinelli, figlio di un
"pizzicagnolo" (che vuol dire droghiere) e di una buona donna di
nome Gioconda che lo pianse a lungo. Era nato qui da noi, poi per motivi
di lavoro era andato ad abitare con i genitori a Ponte S. Pietro dove è
ricordato in una delle vie principali. (Giuseppe Giupponi)
ENRICO RAMPINELLI di
Emilio e di Castelletti Gioconda. Nato a S.
Giovanni Bianco il 4-5-1923 Morto a
Sovicille il 24-6-1944 Partigiano della Brigata "Spartaco Lavignano".
Sergente Pilota. Aviere di governo dell'Aeronautica Militare, passò
volontariamente nelle schiere partigiane e, primo fra i primi, partecipò
ai più rischiosi combattimenti. Trascinatore ardente, coraggioso fino
all'inverosimile, altruista fino al sacrificio, assume ben presto a fama
di Eroe. Durante una violenta azione contro forze nemiche superiori per
numero e per mezzi, seppe infondere con l'esempio ai compagni l'ardore e
lo slancio per sostenere l'impari lotta. Riconosciuta vana ogni ulteriore
resistenza, non esitò a sacrifìcarsi per proteggere lo sganciamento del
proprio reparto e, infervorato da epico coraggio, si slanciò da solo
contro il nemico, sparandogli contro intense raffiche coll'arma che
imbracciava. Ferito, continuò imperterrito a far fuoco, finché esaurite
le munizioni ed incurante del sangue che abbondante perdeva, raccolse le
ultime energie e trovò la forza di portarsi ancora più innanzi sempre
più innanzi fin sotto al nemico contro cui lanciò le ultime bombe a
mano. Colpito ancora al petto, cadeva gridando "Viva l'Italia".

Giardini
pubblici, monumento a E. Rampinelli
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